La speranza

Disperate ricerche in rete in preda a crisi di claustrofobia dovute all’incapacità di gestire l’enorme quantità di roba che continuava a entrare nella mia piccola casa mi hanno fatto conoscere la guru dell’ordine, la dea della pulizia, la “sciamana” dell’organizzazione: Marie Kondo.

Ho selezionato il suo libro “Il Magico Potere del Riordino”, ho scelto Amazon Prime. Click. Il libro è diventato mio l’indomani.

Con ansia febbrile già bramavo dalle prime pagine i consigli giusti per rassettare i miei armadi strabordanti.

Il rifiuto

A pagina 10 (più o meno) ho abbandonato il libro.

Istintivamente ho rifiutato in maniera categorica i consigli che venivano dettati. Non trovavo nel libro soluzioni ma un unico, enorme, categorico e assoluto imperativo: disfarsi del superfluo.

“Beh, facile, brava Marie, dovevi dircelo tu che buttando via la roba, fai ordine!”.

Non avendo voglia (magari si può anche fare ma non lo vedevo molto corretto)  di mandare indietro il libro, l’ho abbandonato per un po’.

La seconda opportunità

Qualche giorno fa, quando mi sono trovata a tu per tu con Mr. CambioDiStagione, sono andata a recuperare il libro nella speranza che Marie potesse darmi la giusta illuminazione e a quel punto ero quasi pronta anche a sentirmi dire che dovevo buttare tutto.

Principalmente Marie basa la sua teoria (e il suo lavoro) su due principi chiave:

  1. le cose hanno un anima e nel riporle devono essere felici, nel momento in cui ci accorgiamo che come le abbiamo sistemate non sono felici, vuol dire che è necessario modificare il nostro approccio all’ordine
  2. spesso continuiamo a comprare perchè non abbiamo voglia di recuperare quello che abbiamo o proprio abbiamo dimenticato di averlo (ad esempio l’ennesimo golfino nero, o una nuova camicetta bianca)
  3. gli oggetti che meritano di essere conservati sono quelli che danno gioia o comunque che comunicano emozioni, se un oggetto non comunica più emozioni, va ringraziato e messo via”

Il metodo

Marie consiglia di procedere con il riordino in maniera progressiva cominciando a selezionare gli oggetti per categorie da quelle più facili da gestire a quelle più complesse emotivamente in modo che, quando si arriva a queste ultime, si è già metabolizzato l’approccio e quindi si può procedere più determinati.

L’approccio consiste nel radunare al centro della stanza tutti gli oggetti appartenenti alla stessa categoria e applicare per ciascuno i tre dettami indicati di sopra, l’oggetto è felice e ci regala ancora emozioni? Se sì, si conserva, altrimenti si ringrazia e si mette via. In sequenza l’approccio va adottato per vestiti, accessori, documenti, fotografie.

Alcune regole chiave che mi hanno illuminato su comportamenti per me molto frequenti.

  1. Non valgono soluzioni in cui si manda tutto a casa dei genitori dove c’è più spazio
  2. Non si trasferisce il problema a un parente/amico prossimo a cui si danno i nostri vestiti pur di non disfarsene
  3. il valore che può avere il mantenere un ricordo (ad esempio una scatola di foto) non è comparabile al valore dello spazio fisico che occupano per un’intera vita

L’arte del rimandare

Finito di leggere il libro, in me è rimasto quanto vi ho raccontato ma se volete sapere se ho messo in pratica il metodo, la risposta è “Non ancora”.

Risponderei “Non ancora” anzichè “No”, semplicemente perché in me è rimasto un forte senso di inadeguatezza per cui non vedo l’ora di ritagliarmi il tempo per fare questo riordino massivo. Infatti Marie sconsiglia di procedere per ambienti o per armadi, ma bisogna agire per categorie di “cose” ma per fare questo serve tanto tempo e tanto coraggio….

Il workaround

Nel frattempo, sapete come ho risolto? Selezionando le cose che, anche senza un’approccio massivo, già so che non mi danno più le stesse emozioni di quando le ho comprate e quindi possono tranquillamente vivere una nuova esistenza con un nuovo padrone. Quindi la soluzione temporanea è Depop su cui intendo mettere un po’ di oggetti in vendita.

Grazie, vi aspetto al prossimo post!

 

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2 comments

  1. Ciao, spulciando tra i profili che seguo su Instagram mi hai attirato tu…carino il tuo post su questo argomento che, credo, sia il demone di parecchie di noi!
    Poi se aggiungiamo l’ accumulo, quando sia hanno anche figli, del primo vestitino, il primo dentino, il primo peluche ecc ecc, su raggiungono livelli indicibili…
    Se posso lasciare una mia opinione, e può esserti utile, io inconsapevolmente ho sempre seguito l’ aspetto emozionale degli oggetti, e secondo me basta solo questo per fare spazio, inutili le strategie di riordino, le categorie…
    Hai, in quel momento, l’ armadio che scoppia? Allora inizia a “scremare” ripiano dopo ripiano liberandoti delle cose che non ti emozionano più. Poi al prossimo ritaglio di tempo ( perché noi mamme di tempo extra ne abbiamo davvero poco) “aggredirai” un altro spazio. Io faccio così, e me la sto cavando bene. Poi anch’io sono su depop, ed è un ottimo alleato. Ciao alla prossima !
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    1. Grazie Marzia per il tuo commento, spero di riuscire a mettere in pratica i tuoi consigli! Carino anche il tuo blog! Torna presto a trovarmi, Vera
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