La sposa incompresa
16 giugno 2015 By Me

Tre anni fa mi stavo sposando.

Stavo per fare la scelta più importante della mia vita, la meno ponderata, la più giusta.

Ci eravamo fidanzati a gennaio dell’anno prima, a maggio cercavamo la chiesa. Non era stato un colpo di fulmine, ma era come se ci fossimo sempre conosciuti. Amici, complici, amanti e, senza accorgercene, sposi.

Non fu fatta nessuna proposta, non avevo avuto una dichiarazione in ginocchio, né un anello al dito (fino a quando non l’ho preteso)…ci ritrovammo insieme a scegliere il posto dove sposarci. Eravamo forti, fiduciosi, sicuri. Ricordo ancora quei mesi, tante scelte, molte più grandi di noi, grande fatica.

Eravamo desiderosi di sposarci, ansiosi di cominciare una vita insieme, di realizzare i nostri progetti; l’avvio di tutto sarebbe stato il nostro matrimonio, il giorno che avremmo dovuto ricordare per tutta la vita. Eppure…

…l’altro giorno ho chiesto a mio marito “se dovessi rivivere un giorno della nostra vita insieme, quale sceglieresti?” – nel frattempo io stavo pensando che per me sarebbe stato il giorno dopo il matrimonio – “il giorno dopo il matrimonio”.

È per questo che l’ho sposato!!! Siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda, ci capiamo alla perfezione, ci capiamo tanto (a volte più del necessario!).

È quello il giorno perfetto! Il giorno dopo, e non quello del matrimonio. Ma perché?

Voglio convincervi che varrebbe la pena sposarsi solo per vivere the day after (almeno vi racconto la mia esperienza).

Il giorno prima del matrimonio – LA VALLE DI LACRIME

“Nessuno mi aiuta!”…questo il leitmotive  dell’intera giornata cominciata con l’incollare le ultime figurine sul tableau che stava cambiando per l’ennesima volta. Ero rientrata al paese col treno la sera prima della vigilia, mi aspettavo le mie cugine ad accogliermi alla stazione, la banda, il sindaco e la fascia….qualcosa del genere…e invece c’era solo papà; anche mamma stava ultimando le ultime cose per il buffet dell’indomani.

Si può dire che sono stata tutta la mattinata a lamentarmi, a piagnucolare e a fare la vittima (sono un essere spregevole, I know…) ma, capitemi, era la vigilia del mio matrimonio ed ero sola con le mani impiastricciate di colla e le lacrime che allagavano il tableau ormai fradicio.

Tutto cambio’ quando all’improvviso arrivò il mio futuro marito a salvarmi e a portarmi via da quella valle di lacrime. Anche lui era fuggito da sua madre che stava preparando il “suo matrimonio”…perchè la sensazione che avevamo è che ognuno stesse preparando il proprio matrimonio, con il proprio vestito, il proprio ruolo, la propria parte da recitare. Andammo sulla spiaggia, ci sentimmo un po’ clandestini nella nostra fuga dalla realtà, ci piacque, sorridemmo ma durò poco e ci salutammo…odiai la scaramanzia…piansi di nuovo.

Quella sera, la sera della vigilia, scoprii che sarei diventata zia per la seconda volta, mio fratello ne diede l’annuncio a cena. Neanche a dirlo, piansi. Questa volta di felicità…ma una felicità un po’ pungente perché pensai che forse ero stata io presuntuosa a immaginare che tutto il mondo potesse girare attorno a me, anche solo per un giorno…e continuai a piangere.

Bastarono pochi minuti per capire quanto ero stata stupida. Quel giorno non avevo visto nessuno perché tutte le persone che mi volevano bene mi stavano preparando una sorpresa. (Io adoro le sorprese, a patto che mi vengano anticipate). Avevano lavorato tutti nell’ombra per me e io come una cretina avevo pianto tutto il giorno. Era tutto perfetto come nelle migliori delle favole, c’era il mio principe azzurro con la sua chitarra a cantare per me sotto la finestra, c’erano i miei cari che avevano preparato mille sorprese per me e io finalmente ero la SPOSA (in lacrime, ovviamente)!!!

Andai a dormire, felice, serena d’un sonno perfetto e continuo.

Il giorno del matrimonio – L’INSOFFERENZA

Mi sto accorgendo che così come quel giorno volevo che tutto passasse in fretta e indolore, anche nello scrivere, non voglio soffermarmi troppo su questa giornata e voglio passare subito alla successiva.

Vi dico solo che, se quel giorno il matrimonio fosse stato fatto senza gli sposi, in pochi si sarebbero accorti della loro assenza. Eravamo il soggetto principale di un quadro che oramai era diventato troppo affollato per contenere anche noi. È possibile anche che mi stia sbagliando, perché veramente non ricordo niente, solo che volevo ammazzare il fotografo…poco altro.

 Il giorno dopo il matrimonio – LA GENESI

Ma il giorno dopo…la pace.

…tutta la mattinata a sorprenderci a pronunciare timidamente ma con orgoglio “aspetto mio marito”…”lo chieda a mia moglie”…e si rideva, si rideva tanto! Eravamo soli e a quel punto potevamo ironizzare di tutto quello che il giorno prima aveva rappresentato un dramma, dal vestito che non si chiudeva al fotografo insolente, dalla mamma agitata alla suocera protagonista…dalla torta orrenda al prete allucinato.

Eravamo solo noi, io e la mia mezza mela, in un angolo di paradiso, vedevamo quel posto come se fosse stata la prima volta, come se il giorno prima non avessimo fatto il ricevimento in quel parco, sul mare. Il bagno in piscina, il pranzo con tavolo vista mare, i miei capelli lunghissimi e ancora in piega, i nostri fisici statuari ottenuti con mesi di dieta e nervosismo…eravamo finalmente belli, innamorati e felici.

Se penso a quel giorno è come se vedessi una cartolina con i nostri sorrisi a pieno viso e io radiosa nel mio vestito con i girasoli.

Quel giorno pensai che era tutto nuovo, tutto pulito e perfetto il mio marito era solo MIO…e nella mia testa risuonava la Genesi 2,18-24…. per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie.

 

 P.S. Questo articolo è dedicato a tutte le persone che mi vogliono bene e che mi sono state accanto nel momento più felice della mia vita (oltre a mio marito). A mia madre, che ha pianto di nascosto; a mio padre che ha pianto anche lui; ai miei fratelli che mi hanno sempre accompagnato e a tutte quelle persone speciali aggregate impropriamente in un gruppo chiamato “cugini” ma che invece ha al suo interno amici, zie, nonne e sorelle.

 

 

 

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8 comments

  1. Domenico
    So che il tuo blog non è il posto più indicato ( :) ) ma vorrei ricordarti che Ti amo!!! Buon anniversario!
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    1. Amore mio … Buon anniversario!
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  2. Testimone delle lacrime. “Vorrei proprio sapere che state facendo che nessuno mi da retta”. ♡♡ Auguri sorella.
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    1. Grazie damigella d’onore!
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  3. Michelle Almeida
    Bella la mia sorella del cuore! Ti voglio bene , mi hai emozionata e ora che ho trovato questo amor che dice ciò che pensiamo e pensa ciò che diciamo, quello che da subito ha delle certezze e la forza x andare avanti e x sempre , ti capisco meglio.
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    1. Ciao Sorellona! Sono contenta che anche tu stia realizzando il tuo sogno e spero che possiamo sempre raccontarci storie stupende di vite felici! Un abbraccio forte, Vera
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  4. L’inizio di una nuova fase della vita significa sempre la chiusura di una fase precedente che comunque, nel bene e nel male, ha segnato la tua esistenza. Non credo che coloro che hanno puntualizzato, con la loro presenza, la tua infanzia ti abbiano lasciata andare via senza un pensiero, un monito, un adagio…una rima. Anche di questo avrei voluto che tu avessi parlato…magari riportandolo!
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    1. Grazie Francesca! Tranquilla, sono incluse se leggi con attenzione, non esplicitate per discrezione ;-)
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