La felicidade da Porto Alegre
12 aprile 2015 By Me

Oggi voglio parlarvi di un dolce che per me rappresenta molto di più di un semplice pasticcino di cioccolato.

Nel libro delle elementari c’era una lettura che si intitolava “Il sapore delle madeleine” (ve la lascio in calce al post per non essere costretta a riassumerla facendo perdere al testo la sua vera natura), questo testo mi è rimasto impresso nella memoria perché non mi era mai capitato di far emergere sensazioni vivide al solo riconoscere un sapore.

Da un paio di anni ho anche io le mie maideleine, per me sono i brigadeiros, dei cioccolatini brasiliani che hanno il sapore del dulce de leche ma che sono speciali per quello che rappresentano.

Il ricordo legato a questi dolcetti è quello della mia amica brasiliana Michelle, che è tutt’oggi quella che definisco la mia sorellona oltreoceano. La prima volta che Michelle cucinò i brigadeiros li bruciò, fosse successo a me probabilmente sarei andata su tutte le furie, ma lei no, lei nella sua infinita felicidade fu capace di risolvere anche quella situazione con la sua filosofia dell’ottimismo “se non raschiamo il fondo della pentola, possiamo usare la parte che non si è attaccata”…è anche per questo che per me questi dolci rappresentano la spensieratezza e la consapevolezza che se la vita la vivi con allegria e passione è più bella…

Gli ingredienti:

  • Felicidade nel cuore q.b. (senza non è possibile proprio procedere)
  • Latta di latte condensato
  • Cucchiaio di burro
  • Cucchiaio di cioccolato in polvere (meglio se fondente)
  • Scaglie di cioccolato/zuccherini colorati

Preparazione

Receita-de-pastel-de-brigadeiro-2

 

    1. Cuocere a fuoco lento tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto compatto
    2. lavorare l’impasto con le mani un po’ unte con olio
    3. decorare le palline con scagliette di cioccolato o zuccherini colorati…aggiungere colore fino a che non assumano un aspetto “carino e coccoloso”. In alternativa al cioccolato è possibile usare 100 g di cocco grattuggiato oppure polvere di noccioline oppure polvere di cioccolato bianco, oppure quel che più vi piace!

Taggatemi anche voi i vostri brigadeiros con l’hashtag #lafelicidadedicioccolato.

La ricetta è facilissima e il risultato di grande impatto perché molto versatile per delle feste.

 

Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

 

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

 

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7 comments

  1. Proprio ieri sera in tv Alessandro Borghese mangiava brigadeiros in un ristorante etnico a Milano e mi chiedevo come fossero fatti! Grazie!
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    1. Hhahaha…che tempismo! :)
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  2. sweetmiss
    Devo provare a farli, saranno una bomba calorica…ma che carini!
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    1. Confesso: non sono proprio il dolce più dietetico che conosca :)
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  3. Paolina
    Veraaaaa…ma sono bellissimi!!! Mi hai dato un’ottima idea! Grazie, bacioni!
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    1. Prego, cara! Un bacione a te!
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