La lista “in attesa”…
4 marzo 2015 By Me

Le scrivo sull’ agenda, sul calendario appeso al muro, le digito sul telefonino, sincronizzo l’app Notes su tutti i device, le appiccico con i post-it gialli sul frigorifero, sul computer, invento nuovi stili di bacheche e lavagne, e ciononostante non le finisco mai, ogni giorno cancello un po’ di voci dalla precedente ma ne aggiungo un’ infinità alla successiva. Andare dal dentista, prenotare il ristorante, telefonare al nido di Bea, cercare baby sitter, fare gli auguri alla nonna, comprare nuovo mascara che il vecchio si è seccato, togliere smalto sbeccato: sono oppressa dalla tirannia della lista delle cose da fare. Scrivo e cancella, aggiungo molto e cancello meno, arrivare in fondo è impossibile! Mi avviliscono eppure continuiamo a farle, come nel proverbiale sforzo di svuotare il mare con un secchiello. Non credo di essere l’unica afflitta da questa malvagia ossessione, ma perché lo facciamo? Serve? Ed esiste un metodo per scrivere la “lista perfetta”?

Per poter capire se sono malata o sono una persona come tante affetta solo da un lieve stato di ansia, ho studiato e ho scoperto che…

Preparare la lista delle cose da fare, afferma lo psicologo Roy Baumeister, autore di un libro di recente pubblicazione in merito, risponde a un evidente bisogno umano: cercare di mettere un po’ d’ ordine nel caos della vita, diventata più rapida, frenetica, stressante. Ma la lista, avverte l’ esperto, non serve tanto ad assicurarsi di fare effettivamente tutto quel che c’ è da fare, quanto a sgomberare la mente dalla preoccupazione di non riuscirci: scrivere gli impegni, gli appuntamenti, le faccende del giorno o della settimana, libera la mente per dedicarsi ad attività in realtà più urgenti e importanti, come studiare per un esame, svolgere bene il proprio lavoro, sviluppare la creatività. La consapevolezza di avere scritto che dobbiamo fare qualcosa, in pratica, ci assolve dal senso di colpa per averne rinviato l’ esecuzione. Il libro di Baumeister e “Getting things done” (Portare a compimento le cose), un altro volume sullo stesso tema, firmato da David Allen, forniscono le istruzioni per compilare la “lista perfetta”. Deve avere tutte le cose da fare, dalle triviali alle importanti, dalle private alle professionali; essere il più specifica possibile (al punto da indicare se contattare qualcuno per email o per telefono); essere realistica, nessuno può aspettarsi di fare tutto in un giorno; e seguire la regola dei “2 minuti”, se bastano quelli per fare qualcosa, farla subito, altrimenti aggiungere una voce alla lista. Lo studio della “lista dei doveri” è una cosa seria. Nasce dalla frustrazione di supermanager sempre più impegnati e sempre più a corto di tempo, che vedono riempirsi sulla scrivania la vaschetta dei documenti da sbrigare e non riescono mai a trasferirli tutti in quella dei documenti sbrigati. Una ricerca dell’ università di Berlino lo definisce “effetto Zeigarnik”, dal nome dello scienziato che lo ha scoperto: la memoria umana distingue tra un lavoro finito e uno non concluso. Se si accumulano troppi compiti non fatti, il cervello rimane paralizzato: ma annotare che si devono fare, magari più tardi o domani, permette di dimenticarli temporaneamente, archiviarli in una regione della mente in cui sappiamo che potremo recuperarli, e nel frattempo andare avanti.

Mi ha confortato la mia scoperta e mi ha rassicurato del fatto che posso continuare a fare liste e posso passare ancora da Accessorize o da Tiger a comprare quegli amabili taccuini magari con la pecetta prestampata “To do list”…e a pensarci bene, anche la Bibbia comincia con un elenco di cose da fare, lunedì la luce, martedì il cielo, mercoledì la terra, e così via. Certo Lui (che tutto può) è arrivato in fondo alla lista e ha potuto tirare un bel respiro di sollievo, io non ambisco a finire la lista anche perché….ho appena fatto un ordine on line di alcuni amabili post it colorati!!!

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1 comment

  1. E’ vero che spesso perdiamo più tempo a scrivere piuttosto che a fare, ma sono certa che riconoscerai come me quel brivido di soddisfazione e autocompiacimento che si prova nel cancellare le attività completate! :)
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